Elisabetta Priolo: Art, Inspiration and the Value of Culture – Elisabetta Priolo: arte, ispirazione e valore della cultura
-
by
Federico Storti
- Nessun commento su Elisabetta Priolo: Art, Inspiration and the Value of Culture – Elisabetta Priolo: arte, ispirazione e valore della cultura
Elisabetta Priolo: art, inspiration and the value of culture
Elisabetta Priolo showed a particular aptitude for drawing and painting from an early age. She attended academic courses in figurative art at ateliers run by professors from the Brera Academy and developed her training within artistic environments.
Portraits are her great passion, although she is a versatile painter who over the years has experimented with different painting techniques and dedicated herself to a variety of works.
Her works have been exhibited in several hotels in Milan, the city where she lived, at the Teatro Donizetti in Bergamo and in Menton, France.
🎤 Interview
I already loved picking up a pencil and drawing when I was three years old, something that surprised everyone. My first small exhibitions also date back to that age, because I was producing drawings considered very mature for such a young child.
I inherited my artistic inclination from my mother, who enjoyed creating works in tempera, and in a certain sense I followed in her footsteps. For this reason, I have also been giving individual painting lessons in Milan for several years to young people and people of all ages.
I particularly care about teaching technique to young people who feel bored and do not know which direction to take. The hyperrealism I teach encourages people to observe reality in every detail and consequently to better understand the different situations of life.
My works originate from the desire, when I encounter a subject that interests me, to capture its essence and reproduce it to the best of my ability. Whether it is a flower or an animal, the subject has to inspire me and provoke emotions.
There is no particular circumstance. I might wake up in the morning, when I am more rested, and suddenly have an idea that I absolutely need to realise, even if not immediately.
I experience “inner impulses” that, whenever a subject interests me, make me want to recreate it on canvas.
I believe there is a considerable lack of support in this respect and that art receives too little consideration. For me it is certainly not simply a passion, but something much deeper, as important as the air I breathe.
Art can also be therapeutic and can represent a valuable means of helping people who, for example, suffer from depression or experience emotional states of melancholy. I therefore regret that institutions do not always recognise its importance and do not do enough to promote it.
There are many: Caravaggio among the classics, then Monet, Manet, the Impressionists and Guttuso. Among more recent artists, although deceased, undoubtedly Tamara de Lempicka.
I can say that she is a figure very much in tune with me. After studying her biography, I felt that in some way she belonged to me. This is why for several years I have also enjoyed reproducing her works.
In my opinion, most people purchase a work because they see it as an investment. Very few choose it simply because they like it, especially when the artist is not established.
Generally, people first want to know whether the person who created it is famous and how much the work might eventually be worth.
Culture is everything. Cultural knowledge is of primary importance because it allows us to live life better and with greater awareness.
Elisabetta Priolo: arte, ispirazione e valore della cultura
Elisabetta Priolo mostra sin da bambina una particolare predisposizione per il disegno e la pittura. Frequenta corsi accademici di arte figurativa presso atelier di professori dell' Accademia di Brera e si forma negli ambienti artistici.
I ritratti sono la sua grande passione, ma si tratta di una pittrice poliedrica che nel corso degli anni ha sperimentato diverse tecniche di pittura e si è dedicata a lavori di varie tipologie.
Le sue opere sono state esposte in numerose strutture alberghiere di Milano, città dove risiedeva, al Teatro Donizetti di Bergamo e a Mentone, in Francia.
🎤 Intervista
Già a tre anni mi piaceva prendere la matita in mano per disegnare, cosa che lasciava tutti abbastanza sorpresi. A quell'età risalgono anche le mie prime piccole mostre, perché realizzavo disegni considerati molto maturi per essere così piccola.
La vena artistica mi è stata trasmessa da mia madre, che si dilettava a realizzare opere a tempera, e in un certo senso io ho seguito le sue orme. Proprio per questo da alcuni anni impartisco a Milano lezioni individuali di pittura a ragazzi e persone di tutte le età.
Tengo particolarmente a insegnare la tecnica a quei giovani che si ritengono annoiati e non sanno quale strada intraprendere. L'iperrealismo che insegno permette di osservare la realtà in ogni suo particolare e, di conseguenza, di comprendere meglio anche le diverse situazioni della vita.
Le mie opere nascono dal desiderio, nel momento in cui entro in contatto con un soggetto che mi interessa, di coglierne l'essenza e di riprodurlo al meglio delle mie possibilità. Sia che si tratti di un fiore o di un animale, deve ispirarmi e provocarmi delle sensazioni.
Non c'è una circostanza particolare: magari mi sveglio al mattino, quando sono più riposata, e mi viene un'idea che devo realizzare assolutamente, anche se non nell'immediato.
Ho delle “spinte interiori” che, nel momento in cui un soggetto mi interessa, mi portano a volerlo ricreare sulla tela.
Penso vi sia una notevole mancanza da questo punto di vista e che l'arte venga considerata troppo poco. Per me non si tratta certamente di una semplice passione, ma di qualcosa di più profondo, della stessa importanza dell'aria che respiro.
L'arte può inoltre essere terapeutica e rappresentare un valido strumento di aiuto per coloro che, ad esempio, soffrono di depressione o vivono stati emotivi di malinconia. Mi rammarico quindi che le istituzioni non sempre ne riconoscano l'importanza e non facciano abbastanza per promuoverla.
Ce ne sono tantissimi: Caravaggio per quanto riguarda i classici, poi Monet, Manet, gli Impressionisti e Guttuso. Tra gli artisti più recenti, anche se scomparsi, indubbiamente Tamara de Lempicka.
Posso dire che è un personaggio molto nelle mie corde e che, dopo averne studiato la biografia, ho sentito che in un certo senso mi apparteneva. È per questo che da alcuni anni mi dedico anche con piacere a riprodurne le opere.
A mio avviso, la maggior parte delle persone acquista un'opera perché pensa a un investimento. Sono pochissimi quelli che la scelgono soltanto perché piace loro, soprattutto se l'artista non è quotato.
Generalmente ci si informa prima se chi l'ha realizzata è famoso e quanto l'opera possa arrivare a valere.
La cultura è tutto. Il bagaglio culturale è qualcosa di primaria importanza, perché permette di vivere meglio e con maggiore consapevolezza la vita.
The following contacts appeared in the original article but are retained here only as historical references.
I seguenti contatti erano presenti nell'articolo originale e vengono conservati esclusivamente come riferimenti storici.
Press Office · Ufficio Stampa: Ardeche Comunicazione S.a.s.
Telephone · Telefono: 02.2367048
Former website · Vecchio sito: www.quadribetta.it
Former Facebook address · Vecchio indirizzo Facebook: facebook.com/elisabetta.priolo1