Viaggio in Abruzzo – Parte prima

La prima combinazione di parole che mi viene in mente per definire l’Abruzzo dandogli un’immediata connotazione è «Abruzzo forte e gentile». Non so chi per primo abbia utilizzato tale definizione ma sicuramente questa terra vi risponde perfettamente, grazie alla conformazione del territorio: aspro per i suoi monti e, allo stesso tempo, suggestivo per i suoi paesaggi. Gli abruzzesi nutrono un amore molto forte verso la loro regione ed i turisti si lasciano sedurre piano piano dal suo fascino silenzioso ed intrigante, dalle sue caratteristiche ambientali, dalla saporita cucina di mare e di montagna, dalle tradizioni antiche, dall’artigianato fiorente e dal carattere gentile dei suoi abitanti. La Comunità Europea ha destinato proprio l’Abruzzo a rappresentare la “Regione Verde d’Europa” con un sistema integrato di parchi ed aree naturali protette che permetterà ancor più di apprezzare la magia di questo luogo tanto amato e cantato dal suo grande poeta Gabriele D’Annunzio. Nel viaggio che stiamo intraprendendo visiteremo come turisti le sue località, scopriremo borghi, paesi e città oltre ad usi e costumi. Ci addentreremo tra i dettagli di questo pezzetto di mondo baciato dal sole, temperato e cullato dalle acque del Mediterraneo e abitato da persone che non hanno paura di affrontare il mare in burrasca e allo stesso tempo commuoversi leggendo una poesia. In inverno le bianche cime dell’Appennino si aprono all’orizzonte e gli appassionati trovano piste attrezzate circondate da scenari di incomparabile bellezza. In estate le stesse vette sono frequentate da campeggiatori che provengono da ogni parte per percorrere sentieri alla scoperta di paesaggi mozzafiato come laghi nascosti tra monti e colline, villaggi e paesi di splendida bellezza dove si conservano tesori architettonici che spesso passano inosservati, quasi nascosti alla storia e al mondo. La costa è percorsa da cittadine che partono dalla Marina di S. Salvo al confine con il Molise, risalendo su Vasto, Ortona, Pescara, Montesilvano e le sette sorelle della costa teramana che termina al confine marchigiano. Le coste sono a volte piatte ed a volte sorprendentemente ricche di scogli, gli arenili di sabbia dorata, il mare verde e selvaggio. L’Abruzzo è una regione ricca di storia e di tesori d’arte: nel Parco Nazionale di Pescasseroli si possono fare escursioni in sella a bellissimi esemplari di cavalli e seguire le orme di orsi e animali selvatici, oppure percorsi in mountain bike e trekking tra silenzi, odori e natura. Potremmo associare alla terra d’Abruzzo la figura del riccio. Si, proprio il riccio, quel simpatico animaletto con tanti aculei che era considerato sacro presso le antiche popolazioni del Mediterraneo e rappresentava il grembo della madre terra. il riccio è generoso, caparbio e così sicuro di sé da mettere in gioco anche la vita stessa, e tuttavia allo stesso tempo così premuroso da occuparsi con attenzione continua della compagna senza fare e senza farsi male.

Sulla costa adriatica il ritmo frizzante delle giornate estive fatte di appuntamenti stimolanti sono un invito irresistibile. Sagre, folklore, mostre artistiche e grandi concerti di musica leggera che prevedono la partecipazione di artisti famosi nel mondo. Un viaggio nella terra di Ovidio, D’Annunzio, Croce, Cascella, Flaiano, Silone: è un bagno di cultura e di arte attraverso il quale ci si sente realizzati spiritualmente, si conosce sé stessi scoprendo gli altri e quanto di vita c’è in un dettaglio di mondo.

Infine per sugellare questa introduzione e rendere attraverso una voce autorevole un’idea migliore del carattere degli abruzzesi, segue un estratto di una lettera redatta da Ennio Flaiano al suo amico Scarpitti:

«Mi domando anch’io che cosa ho conservato di abruzzese e debbo dire ahimè, tutto: cioè l’orgoglio di esserlo, che mi viene in gola quando meno me l’aspetto. Tra i dati positivi della mia eredità abruzzese metto anche la tolleranza, la pietà cristiana (nelle campagne un uomo è ancora ‘nu cristiane?), la benevolenza dell’umore, la semplicità, la franchezza nelle amicizie, e cioè quel sempre fermarci alla prima impressione e non cambiare poi il giudizio sulle persone accettandole come sono, riconoscendo i loro difetti come i miei, anzi, nei loro difetti i miei.»

 

 

Nota: Alcuni spunti sono tratti dal libro di Leo De Siena «Viaggio in Abruzzo»

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